Numero 1 del 2001
Titolo: Programmi di orientamento e mobilità con bambini e ragazzi pluriminorati psicosensoriali
Autore: Coppa - Storani - Paolinelli
Articolo:
Parte prima: l’insegnamento delle tecniche di accompagnamento e protezione in spazi interni
I bambini, che presentano combinazioni di deficit sensoriali e ritardo mentale grave, incontrano notevoli difficoltà nello sviluppo di abilità di deambulazione e spostamento, finalizzate in contesti di vita quotidiana, o in situazioni ambientali “protette”, come contesti riabilitativi per persone sordo-cieche e/o pluriminorate.
Analizzando alcune caratteristiche comportamentali legate alla mobilità di persone che presentano tali condizioni, si possono osservare alcune specifiche componenti:
a) raramente assumono iniziative spontanee di mobilità nell’ambiente circostante;
b) non manifestano richieste di aiuto in merito all’apprendimento di modalità idonee per spostarsi autonomamente nello spazio;
c) la stimolazione all’apprendimento di una mobilità consapevole, attraverso comportamenti operanti seguiti da gratifiche, non sempre ottiene risultati significativi;
d) spesso, le sporadiche iniziative individuali di spostamento nell’ambiente sono scarsamente organizzate e coordinate, e ciò determina sentimenti di frustrazione e scarsa stima sulle proprie capacità, tanto da stimolare, di converso, una forte sedentarietà, fissità di schemi motori e di spostamento, tendenza all’immobilismo, con conseguenze penalizzanti sullo sviluppo motorio.
Infatti, l’esame neuromotorio di questi soggetti evidenzia un tono muscolare caratteristicamente basso (ipotonia), che, associato ad una ridotta propriocezione, determina un equilibrio fortemente instabile, ed il consolidamento di posture scorrette tipiche dei minorati visivi, quali: capo chino, dorso curvo, deambulazione a gambe divaricate. (Rosen, S. Joffee,1999)
Attività motoria nella persona con plurihandicap
La scarsità di movimento, inoltre, determina seri problemi di natura fisica (obesità, problemi circolatori, indolenzimenti muscolari, malattie cardiovascolari e, in alcuni casi, osteoporosi(1) che, con il passare degli anni, in particolare in casi di adulti ciechi e/o sordo-ciechi, possono aggravare la situazione psicofisica della persona, condizione correlata anche all’assunzione, per lungo tempo, di trattamenti farmacoterapici, ad esempio farmaci anticonvulsivanti (Jancar & Jancar,1998).
Jankowski e Evans (1981) hanno condotto uno studio per determinare se soggetti non vedenti, di età dai 4 ai 18 anni, inseriti in una scuola moderna e dotata di piscina, palestra e larghi spazi esterni potessero essere coinvolti in una serie sufficiente di attività motorie, al fine di mantenere una buona condizione motoria e di salute; i risultati, sono stati misurati attraverso alcuni parametri fisiologici, come la densitometria ossea, la funzione polmonare e la tolleranza allo sforzo fisico (capacità aerobica). I risultati mostrarono segni di obesità, arti inferiori deboli, bassa resistenza aerobica.
Tale condizione si aggrava in presenza di plurihandicap, in particolare di tipo sensoriale, dove l’eccessiva sedentarietà e la scarsa attività motoria non soltanto influenzano negativamente alcune componenti fisiche del movimento, ma riducono la capacità di ricezione degli input sensoriali ed abbassano la soglia di attenzione e di allerta; Lancioni, Campodonico e Mantini (1999) hanno studiato una strategia supportata da ausili tecnologici per permettere, a ragazzi con grave ritardo mentale e deficit sensoriali, di svolgere una moderata attività motoria quotidiana, collegata al raggiungimento di situazioni gratificanti, orientata attraverso un registratore portatile ed alcuni box acustici, che guidavano, richiamandolo, il ragazzo attraverso le stanze, all’interno delle quali erano previste stazioni di lavoro.
Per facilitare lo spostamento autonomo in ambienti interni di vita quotidiana e per permettere di raggiungere luoghi familiari e di svolgere differenti attività, spostandosi autonomamente, i programmi riabilitativi si sono focalizzati su due differenti trend:
1. un filone di studi e ricerche ha adottato una serie di strumenti ed ausili tecnologici che hanno reso possibile l’acquisizione di un certo numero di spostamenti in ambienti interni significativi, e, quindi, l’effettuazione di una serie di percorsi collegati al raggiungimento di fonti di rinforzo/gratifiche o all’esecuzione di una serie di attività didattiche o domestiche in luoghi interni diversificati. Tali programmi si basano sui dati raccolti da osservazioni sistematiche, protratte per periodi di tempo significativi, che evidenziano come, in molti casi di ritardo mentale grave, e deficit sensoriali, l’apprendimento di abilità di orientamento e mobilità risulti estremamente difficile e rallentato.
Gli ausili tecnologici adottati fanno riferimento a strumenti elettronici di rilevazione del movimento che forniscono segnali acustici(2) o visivi(3), oppure a piccoli dispositivi di controllo portatili che permettono, premendo un tasto, di selezionare un percorso all’interno dell’ambiente e, successivamente, di attivare