Numero 9 del 2006
Titolo: ITALIA - Una lingua per tutti
Autore: Aldo Grassini
Articolo:
Firenze. Congresso Universale di Esperanto. Due modi di raccontare una sola esperienza.160 persone, tra ciechi e accompagnatori, provenienti da 25 Paesi, inclusi Brasile, Canada, India e Giappone, per citare i più lontani: già… questo un grande successo, visto che da diversi anni non si vedeva tanta gente e non si contavano tante nazioni in un congresso internazionale dei ciechi esperantisti.
L'Italia piace e Firenze è un mito per tutti quegli stranieri che amano la cultura e l'arte del Bel Paese, nonostante il caldo africano ed i prezzi fiorentini non proprio da svendita! Particolare, quest'ultimo, da non sottovalutare, tenuto conto che il movimento esperantista tra i ciechi è assai forte nei Paesi dell'Est europeo, dove la moneta invece è assai debole.
Ma la solidarietà esperantista dove la mettiamo? Ci ha pensato la IABE a convogliare tutti i contributi che l'UIC, a livello centrale e periferico, ha elargito con generosità, verso un drastico abbattimento dei costi per i congressisti provenienti dai Paesi più disagiati.
Ma un terzo elemento ha giocato a favore del Congresso fiorentino: per la prima volta la manifestazione dei non vedenti è stata integrata nel Congresso Universale di Esperanto che dal 29 luglio al 5 agosto ha portato a Firenze oltre 2200 esperantisti provenienti da 62 Paesi: due manifestazioni in una, con la possibilità per i vedenti di partecipare al nostro programma e per ogni esperantista non vedente di "tuffarsi" in quel "mare magnum" di cultura e di varia umanità che va sotto il nome di Congresso Universale di Esperanto, esattamente come uno qualsiasi di quei 2200!
L'esperienza, straordinaria per chi la vive per la prima volta, si ripete pienamente anche per i più fedeli: uomini e donne di ogni continente si incontrano per discutere, per ascoltare conferenze, per partecipare a spettacoli e concerti; ma anche per chiacchierare, per passeggiare insieme o sedersi in un caffè, per scherzare, ridere e, quel che più conta, diventare amici o rinnovare antiche amicizie. E tutto questo senza bisogno di interpreti, ma parlando una sola lingua che è di tutti e di ciascuno allo stesso titolo. E qui non contano la razza, la religione, l'appartenenza politica o l'identità culturale; o, meglio, contano nel senso che diventano un motivo di curiosità e di interesse, nel rispetto di tutti e con il presupposto che basta essere uomini per diventare amici.
Il Congresso Internazionale dei Ciechi Esperantisti si è inaugurato il 30 luglio. Daniela Bottegoni, dopo l'onere di aver guidato il Comitato Organizzatore, ha avuto anche l'onore di esser nominata Presidente del Congresso, avendo come Vicepresidenti Anatolij Masenko (Russia) e Pedro Zurita, rientrato alla grande dopo molti anni di militanza in una posizione ben più importante e prestigiosa. Segretarie la nostra Barbara Aceranti e la tedesca Natalia Kasymova.
Tommaso Daniele avrebbe dovuto tener la prolusione sul tema: "Dall'integrazione alle pari opportunità: l'evoluzione della condizione sociale dei ciechi nella realtà europea". Una proposta stuzzicante, ma all'ultimo momento ci è venuto a mancare il relatore, rapitoci dal profondo Sud per un altro impegno in quel di Lecce, con molta delusione per i numerosi congressisti stranieri che pensavano di ascoltare, di toccare e di conoscere il Vicepresidente dell'EBU! Ma quanto alla relazione, quel furbone di Tommaso è riuscito a mettere le cose a posto, inviando a sostituirlo il prof. Carlo Monti che, naturalmente, ha trattato il tema da par suo.
In Italia e a Firenze l'argomento centrale del nostro Congresso non poteva essere altro che il problema dell'arte nell'approccio tattile ed è stato proposto ai ciechi ed ai vedenti in una sezione del Congresso Universale dedicata ad una ricca tematica culturale. Relatori: lo scrivente, che ha cercato di individuare i valori estetici dell'esperienza tattile, Pier Luigi Da Costa che ha parlato del Museo "Omero" e il norvegese Otto Prytz che ha illustrato altre esperienze e proposto alcuni spunti critici. Moderatore e coordinatore Pedro Zurita.
Tutto questo è stato il giusto preambolo per l'escursione che nella giornata di mercoledì 2 agosto ha portato i congressisti ad Ancona per visitare, tra l'altro, il Museo "Omero". Ma un nutrito gruppo di non vedenti, con i rispettivi accompagnatori, si è anche concesso una bella nuotata nel mare di Senigallia, mentre gli altri preferivano visitare la Basilica di Loreto. Il gruppo Esperantista Marchigiano donava a tutti i non vedenti una piccola sculturina in bronzo riproducente il Duomo di San Ciriaco, mentre i loro accompagnatori ricevevano un'acquaforte di egual soggetto.
Un ringraziamento particolare va rivolto al VIVAT che, durante tutta la settimana congressuale, ha offerto, sotto la guida esperta dei suoi volontari, una decina di visite tattili al Museo dell'Opera del Duomo, al Palazzo Medici Riccardi ed al museo della Fondazione Horne, consentendo anche ai ciechi di portare con sé un'immagine concreta delle