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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 9 del 2006

Titolo: VACANZE - Un’idea veramente geniale

Autore: Veronica Franchi


Articolo:
La Torre di Feudozzo, ubicata nel comune di Castel di Sangro (AQ) a 930 metri di quota e parte di un'area che si estende su una superficie di 132 ettari, fu fondata nel 1860 dai Borboni in qualità di scuderia per la selezione dei cavalli. Venne distrutta durante la seconda guerra mondiale in quanto, stazionandovi i militari tedeschi, fungeva da fronte divisorio tra i germanici e gli alleati che risalivano dal sud del Paese. In seguito, i resti mantennero comunque quel nome e nel 1990 tutta la zona venne riconosciuta dalla FAO come importante centro per la salvaguardia ed il recupero del genoma delle razze bovine da latte in via d'estinzione. Oggi si tratta di un'azienda pubblica del Demanio dello Stato gestita dal Corpo Forestale con finalità scientifiche, sperimentali e didattiche. Come spiega l'amministratore delle foreste demaniali di Castel di Sangro Giovanni Polena, vi si allevano circa 200 esemplari appartenenti a dodici razze bovine provenienti dalle diverse province italiane.
Il progetto mira alla tutela della bio-diversità delle specie equine e bovine, al fine di evitare la scomparsa di questo patrimonio storico, culturale e biologico inestimabile e indispensabile per i futuri adattamenti ambientali ed alimentari della popolazione sia animale, che umana. La modicana, l'agerolese, la garfagnina sono solo alcuni esempi delle razze bovine storiche, autoctone, rustiche ed importantissime perché capaci di adattarsi ad ambienti sfavorevoli. Tra l'altro, l'azienda dispone di un moderno caseificio grazie al quale, mediante la lavorazione del latte particolarmente ricco di proteine e grassi, si sta attivando per ridare valore al prodotto di queste mucche, garantendone una lavorazione naturale affidata a tecniche tradizionali delle zone di provenienza. Il tutto è assicurato da un menù ad hoc con prodotti tipici del territorio autoctono di ogni razza: un radio-collare hi-tech di tipo transponder permette alla macchina erogatrice di riconoscerne la specie e di fornirle una balla di foraggio con le essenze tipiche della zona d'origine.
Il caciocavallo è un esempio di prodotto ottenuto dalla trasformazione del latte prodotto dalle dodici razze bovine allevate - modicana, agerolese, garfagnina, pontremolese, capannina, piemontese, pasturnina, bianca di val padana, reggiana, burlina, castana e ottonese varzese - che, unito ai fattori climatici ed alle tecniche di produzione meridionali, dà vita ad un prodotto di eccellente qualità.
A questo punto i lettori potrebbero chiedersi: "interessante, sì, ma a qual proposito parlare di un'azienda come quella di Feudozzo?". Ebbene, sicuramente il presupposto basilare non è quello di pubblicizzazione del luogo in sé per sé, quanto il fatto che la scoperta di una simile struttura ha dato vita ad una geniale idea della nuova Amministrazione dell'Unione Italiana dei Ciechi di L'Aquila, ossia quella di sfruttare al meglio la domanda (sempre più pressante da parte dei portatori di handicap) della fruibilità delle strutture e dei percorsi turistici nella nostra Provincia. A tal proposito, sul finire del 2005, la nostra Presidenza ha preso contatti con il Corpo Forestale dello Stato per avviare i lavori di predisposizione di un progetto europeo che contemplasse l'allestimento di due strutture attrezzate in territorio aquilano - la prima in località Feudozzo, appunto, ed una seconda a Magliano dei Marsi - le quali permettessero ai disabili di poter godere della natura nel modo più similare possibile a quello di un normodotato.
Ebbene, il progetto ha già dato i primi risultati!
Il 2 marzo del corrente anno è stato inaugurato l'albergo-ristorante "La Torre di Feudozzo" della Cooperativa Sociale Boogan che prende il nome dall'antica torre distrutta. Immersa nel verde incontaminato delle montagne abruzzesi, tra Castel di Sangro e San Pietro Avellana, la struttura dispone di servizi ed impianti moderni, con aree gioco e sportive, centro convegni, percorsi di didattica ambientale, un lago ed ettari di boschi e prati da percorrere a piedi, in bicicletta o a cavallo.
Credo sia di particolare importanza sapere che, parallelamente all'intero progetto suddetto, l'UIC di L'Aquila ne sta portando avanti anche un secondo che nasce con l'intento di fungere da trait d'union tra l'azienda di Feudozzo, con tutto ciò che offre, e le esigenze dei soci, soprattutto di quanti sono affetti da una minorazione visiva sin dalla nascita e perciò da sempre impossibilitati a conoscere le fattezze di animali, in questo caso parliamo di mucche e cavalli, che per un normodotato fanno parte di un bagaglio culturale che nasce in lui in modo quasi inconscio. Purtroppo non si può dire la stessa cosa per un cieco dalla nascita! Balza in primo piano la difficoltà nello spiegare a voce le caratteristiche di oggetti, animali, fenomeni… spiegazioni che spesso neanche il più bravo dei narratori riuscirebbe a rendere concepibili. Per questo motivo l'iniziativa, che va ad affiancare l'idea della fruibilità di percor



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