Numero 9 del 2006
Titolo: Sibemolle
Autore: Flavio Vezzosi
Articolo:
Mozart fra Ratzinger ed i massoni
Ecco il segreto (cattolico) del genio di Salisburgo…
Nella Chiesa Cattolica - sull'onda della passione di Ratzinger per Mozart - è scoppiata la "Mozartmania" e ora nasce un caso: l'affiliazione massonica del grande Amadeus. "Mozart? Cristiano, non massone". A proclamarlo è stato in questi giorni, nientemeno che l'arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schonborn, ottimo teologo nonché allievo di Ratzinger.
Ricostruiamo cosa sta accadendo.
Era nota la passione mozartiana dei due grandi teologi del Novecento, Karl Barth e Von Balthasar. Di recente hanno fatto "outing" il cardinal Martini (ha confessato che ogni mattina prega con le note del salisburghese) e addirittura Hans Kung. Ma è soprattutto lui, Joseph Ratzinger, lo "sponsor" di Mozart. Papa Benedetto XVI si è fatto portare un pianoforte in Vaticano e quest'estate è stato immortalato nella baita di montagna dove ha trascorso le vacanze mentre suonava alla tastiera il suo musicista preferito (insieme a Bach). Insomma Mozart sembra mettere d'accordo tutti nella Chiesa. Il motivo è semplice: il suo genio - immortalato nell'indimenticabile film di Milos Forman - ha saputo esprimere in modo sublime il cuore stesso del cristianesimo e della creazione. Ma qui sorge il problema: era massone. Il cardinale di Vienna sente il bisogno di rivendicare la sua fedeltà alla Chiesa: "la sua menzionata appartenenza massonica non ha fondamento" dice il prelato "in realtà il Salisburghese apparteneva soltanto ad un circolo di intellettuali. Basta leggere l'epistolario dell'artista per non avere dubbi sulla sua fede convinta".
L'ottimo arcivescovo di Vienna, essendo un raffinato intellettuale, merita tutta la fiducia. Tuttavia noto sommessamente che il suo argomento non è formidabile. Che infatti Mozart sia stato battezzato nella Cattedrale di Salisburgo il 28 gennaio 1756, che sia morto con i sacramenti della Chiesa e che sia stato convintamente cattolico in vita non c'è dubbio. Ma ciò non toglie che, secondo gli storici, nel 1784 fu iniziato nella Loggia "La Beneficienza". E scrisse opere per committenza esplicitamente di loggia: dal "Concerto funebre massonico K. 477" al "Canto massonico" fino al celebre "Flauto Magico" letteralmente intessuto di simbologia liberomuratoria.
La storia non va negata, ma spiegata. E quando appare contraddittoria può riservare scoperte ancora più belle. Sicuramente Mozart si affiliò alle logge per trovare amici potenti avendo bisogno di sostenitori e protettori. D'altra parte la massoneria era appena entrata sulla scena ed era un fenomeno complesso, ne faceva parte l'élite d'Europa e d'America. La Chiesa l'aveva scomunicata, ma fior di ecclesiastici si diceva la frequentassero, i re la consideravano un'associazione sovversiva, ma spesso erano iniziati e guidavano le logge. Il sovrano del cattolicissimo impero asburgico - per dire - non aveva registrato le scomuniche che i papi Clemente XII e Benedetto XIV avevano emanato contro la massoneria. Che era tutto e il suo contrario. "Grand Orient", ma anche "Grand Rien" come diceva Voltaire.
Mozart vi aderiva come si entra in un club elitario che proclama ideali filantropici e umanistici. Lui non professava certo dottrine gnostiche, eretiche, né culti empi, né aveva idee giacobine e anticlericali. In questo il cardinale Schonborn ha ragione: per Mozart affiliarsi alla Loggia significava entrare in un club pieno di potenti che potevano sostenere la sua attività e le sue languenti finanze familiari. Tuttavia è difficile negare che fosse affiliato alla massoneria. C'è perfino chi, come Claudio Casini, nel libro "Amadeus. Vita di Mozart", sostiene che per la sua proverbiale ingenuità - nel trafficare con ambienti massonici poi rinnegati - sia stato stritolato in un gioco più grande di lui e sia morto per questo. Ma l'idea del complotto politico per farlo "suicidare" sinceramente sembra assai poco fondata.
Pur immerso in tutte le contraddizioni dell'epoca, pur con le sue ingenuità e i suoi errori, Mozart esprime il genio del cristianesimo. E lo esprime non per affiliazione, perché non si è cattolici alla stessa maniera in cui si è massoni o liberali o aderenti al Lyons o ai Democratici di Sinistra. Il battesimo è tutt'altro. E' un'appartenenza di altro genere. Non c'entra niente nemmeno con la coerenza. Anzi, proprio il più incallito peccatore, sprofondato nel vizio, può pronunciare la più pura e vera delle parole cristiane: "salvami!". Quello lì, è un cristiano.
E' quello che accade nella Messa da Requiem del grande Amadeus. Basta sentire il possente "Rex tramendae maiestatis": qui si percepisce "fisicamente" cosa è l'Onnipotenza assoluta di Dio, la sua totale sovranità sull'intero universo. E subito dopo questo immane turbine, nel silenzio improvviso, flebile, quasi impercettibile, una voce sussurra: "salva me". "questo è l'uomo. Un nulla che Dio ama. E questo è il cristianesimo: stendere la mano mendicante, dal proprio abisso, a chi può tutto". Moz